
Londra, 17 ago. (Adnkronos/ign) - In Italia tutte le cose divertenti sono vietate. A prendere di mira il Belpaese per le ordinanze dei sindaci è il quotidiano britannico 'The Independent' che avverte i turisti stranieri: attenzione perché rischiate la multa. A cominciare dalle spiagge, dove su tutto il territorio nazionale è vietato farsi fare un massaggio cinese, o comprare un pareo o un costume da un vu cumprà. ''Turisti attenti: se una cosa è divertente, l'Italia ha una legge che lo vieta'' recita inequivocabilmente il titolo dell'articolo.
In realtà il giornale mette in guardia i turisti che, magari abituati a situazioni più permissive, vanno incontro a possibili sanzioni. ''Gli stranieri inconsapevoli rischiano pesanti multe se fanno cose che sono perfettamente legali da qualsiasi altra parte del mondo, eccetto in quella città o paese dove si trovano - scrive il giornale - a Genova, per esempio, è ora illegale camminare per strada con una bottiglia di vino o una lattina di birra''.
''A Roma è okay - si legge sul quotidiano britannico - ma se ti sdrai sotto un pino o sui gradini di piazza di Spagna per berla, o solo per mangiare un sandwich, il tuo comportamento 'indecoroso' può essere penalizzato. Lo stesso se il tuo snack all'aria a aperta è seguito da un sonnellino''.
Il giornale elenca molte delle ordinanze di quest'estate, e ricorda: ''Il governo di Silvio Berlusconi può essere stato il primo al mondo a introdurre il 'ministero della Semplificazione' (quello del leghista Roberto Calderoli, ndr) con il compito di identificare e abolire leggi inutili, ma nell'interesse di una maggiore democrazia a livello locale e della sicurezza, il suo ministro dell'Interno Roberto Maroni ha consentito a migliaia di fiori legali di sbocciare. Molte di queste ordinanze non verranno probabilmente mai fatte rispettare, ma sarà una scarsa consolazione per colui che dava da mangiare ai piccioni, e che avrà una pesante multa tra i suoi souvenir delle vacanze''.
E gli esempi potrebbero continuare. A Forte dei Marmi non si può fare giardinaggio nel weekend, mentre a Novara, dopo le 11 di sera, è proibito stazionare nei parchi in più di due persone. A Capri e a Positano è proibito portare gli zoccoli ai piedi. Il divieto di andare in giro a torso nudo se sei uomo, in bikini se sei donna arriva invece da Viareggio, dove è vietato anche appoggiare i piedi sulle panchine o andare in skateboard sulla passeggiata del lungomare.
L'articolo dell'Independent arriva dopo quello del quotidiano svizzero 'Le Matin', che ha titolato: ''L'Italia ha perso la brocca!''. ''I comuni combattono il disordine - scrive il quotidiano svizzero - ma qualcuno ha paura del ritorno del fascismo''.
La replica italiana al quotidiano britannico non si è fatta attendere. ''L'articolo dell''Independent' è grottesco e anche insultante - ribatte il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Giro - se solo pensiamo che a Londra c'è addirittura chi ha pensato di vietare il consumo del pop corn nei cinema perché il loro consumo infastidisce la visione dei film''.
''Il corrispondente del quotidiano inglese 'The Independent' ha una visione antica dell'Italia - afferma il vicepresidente dei deputati del Pdl e vicepresidente dell'Anci, Osvaldo Napoli - Solo così si spiega il tono irridente e offensivo di un articolo che offende il suo autore prima ancora che il nostro Paese''. Napoli si dice però d'accordo su un punto, ''l'eccesso e la diversità delle ordinanze. Su questo aspetto si rende sicuramente necessario un lavoro di maggior coordinamento da parte dell'Anci e dei suoi uffici. Senza nulla togliere, sia ben chiaro, all'autonomia dei sindaci, è però innegabilmente utile definire una tavola di principi e di valori comuni perché il civismo e la civiltà dei comportamenti non è una prerogativa federalista ma un bene che deve appartenere ai cittadini di qualsivoglia Comune, Provincia o Regione d'Italia''.
Concorda con il vicepresidente dell'Anci ''sulla necessità di creare un tavolo di coordinamento per rendere più omogenee le diverse ordinanze'' il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ''In questo modo - rimarca il primo cittadino della capitale - sarebbe più facile evitare strumentalizzazioni politiche''. ''Infatti - prosegue il sindaco - alla base del delirante articolo dell'Independent e di altri uscite diffamatorie della stampa internazionale contro le nostre città c'è anche la propaganda strumentale fatta in particolare da una certa sinistra contro quei comuni amministrati dal centrodestra che hanno adottato rigide ordinanze antidegrado''.
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MAMMA GOVERNO?A me basta e avanza la mia, x quale,fral’altro,nutro decisamente molta + fiducia
Umore:
arrabbiato
Categoria: Notizie e politica
CI STANNO TOGLIENDO TUTTE LE LIBERTà.
Il governo si maschera da mamma apprensiva per condizionare e limitare le nostre vite. Ma Berlusconi e soci hanno da pensare ai loro di figlioli e sono stufo di farmi rompere i coglioni da politici e sbirri ke dicono cosa devo e cosa non devo fare nel dettaglio!!!
MILANO - L'estate 2008 sarà ricordata come "quella dei divieti": tanti e anche bizzarri, ma sicuramente da rispettare per evitare multe salate. Qualche esempio? A Forte dei Marmi, cuore della Versilia chic, è vietato tagliare l'erba nel weekend o nelle ore pomeridiane.
Forse per non disturbare i villeggiante che fanno il sonnellino, ma come fa una persona che lavora tutta la settimana?
I SUPERPOTERI DEI SINDACI - Il decreto legge n. 92, effettivo dal 5 agosto, ha allargato i poteri dei sindaci, attraverso la modifica dell'articolo 54 dell'ordinamento degli Enti Locali. In passato il primo cittadino poteva emanare «atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in maniera di ordine e sicurezza pubblica». Ora è incaricato della vigilanza «su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto». La voce «sicurezza e ordine pubblico» prende così svariate sfaccettature.
GUERRA ALLA MASSAGGIATRICI - In estate i divieti sembrano lievitare. Oltre ai classici topless (in diverse località) e giochi in spiaggia (persino i castelli di sabbia a Eraclea, nel veneziano), sono proibiti i massaggi in spiaggia. Da qualche anno, tra i Vu Cumprà e i Coccobello, sono comparse sui litorali italiani diverse cinesine che offrono massaggi e tatuaggi all'henné. Ma il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, ha dichiarato guerra ai massaggi in spiaggia, tanto amati anche dai vip. Dopo anni di nudismo, al Lido di Dante a Ravenna è ora vietato il look total nude.
NO AI RELITTI - Nella lista dei divieti più buffi, c'è anche quello che proibisce la raccolta di relitti trovati in mare o in spiaggia. Pena una multa fino a 1.032 euro. A Positano e Capri è vietato camminare con gli zoccoli. Troppo rumorosi. In alcune spiagge non si può abbandonare il telo mare per prenotare il posto. Si rischiano fino a mille euro di multa. A Bologna invece c'è chi detta legge sui piercing, vietati «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse». La multa è ancora in fase di elaborazione.
PANCHINE SOTTO ACCUSA - Sono diversi i divieti che riguardano le panchine, o più in generale le soste. A Viareggio è proibito appoggiare i piedi sulle panchine sulla passeggiata del lungomare a qualsiasi ora del giorno. A Voghera invece non ci si può sedere dopo le 23. Nei giorni scorsi ha fatto discutere anche l'ordinanza del comune di Novara che proibisce a più di due persone la sosta nei giardini pubblici. Sempre nell'esclusiva Capri è vietato sedersi sugli scalini della famosa piazzetta. E infine c'è il divieto dei divieti: è proibito danneggiare o rubare i cartelli dei divieti, ovviamente. La multa può raggiungere i 428 euro.
Ecco l'elenco di alcuni divieti:
VENDITORI AMBULANTI: vietata la vendita abusiva di qualsiasi merce sulle spiagge. Multa da 250 euro a 1.500 euro. In diverse località, come Roma, Venezia, Firenze ed Alassio (Sv) è vietato trasportare merce in borsoni, sacchetti di plastica e simili.
Multa da 25 euro a 250
ANIMALI - A Sirolo, in provincia di Ancona, è proibito l'ingresso di gatti e cani, anche con guinzaglio e museruola.
Multa fino a 155 euro
MASSAGGI - Niente massaggi da personale ambulante sui litorali toscani e romagnoli.
Multa da 2 mila euro a 10 mila
NUDISTI - A Ravenna no al nudismo, altrimenti si paga una sanzione fino a 102 euro
FUOCHI D'ARTIFICIO - A Positano non si possono sparare i fuochi d'artificio durante le feste private, ad esclusione del sabato.
Multa da 50 euro a 500
PICCIONI - In diverse città italiane è vietato dare da mangiare ai piccioni. Multe da 50 euro a 500.
FONTANE - Vietato rinfrescarsi nelle fontane pubbliche.
Multa da 50 euro a 500
CABINA - Non si può cucinare all'interno delle cabine da spiaggia.
Il pranzo fai-da-te può costare fino a mille euro di multa
ASCIUGAMANI - È proibito prenotare il proprio posto in spiaggia lasciando l'asciugamano in terra. Multa fino a 1.
000 euro
ZOCCOLI - Camminare con gli zoccoli è troppo rumoroso, per questo è stato vietato a Positano e Capri.
Multa 50 euro
BANCHETTARE - Vietati i picnic in spiaggia o in strada a Positano, Ravello, Venezia, Capri, Firenze.
Multa da 25 euro a 500
DECORO - In diverse località non si può camminare per strada senza maglietta o solo in bikini. Multa da 50 euro a 1.
000
GIOCHI IN SPIAGGIA - No al calcio, bocce, racchettoni e altri giochi in spiaggia. Ad Eraclea, Venezia, è vietato anche costruire castelli di sabbia, perché ostruiscono il passaggio ai bagnanti e non si possono scavare buche. Multa da 25 euro a 250. In molte spiagge è vietato tuffarsi. Multa da 100 euro a 1.000.
A Torino sono banditi dalle piscine pubbliche vandali, bulli e disturbatori
SPIAGGIA - È vietato occupare la fascia di 5 metri della battigia destinata al transito dei bagnanti e anche accendere fuochi. Multa da 100 euro a 1.000. Ad Eraclea, nel veneziano, non si possono raccogliere conchiglie e portare via la sabbia. Multa da 25 euro a 250. È proibito appropriarsi di relitti trovati in fondo al mare o sulla spiaggia. Multa fino a 1.
032 euro
TAGLIARE L'ERBA - A Forte dei Marmi è vietato usare il tagliaerba nelle ore pomeridiane e nei weekend.
Multa fino a 500 euro
SKATEBOARD - No agli skateboard nel centro storico di Viareggio.
Multa da 25 euro a 500
ACCATTONAGGIO - Vietato chiedere l'elemosina, importunare i turisti, chiedere spiccioli ai passanti, in tutte le città d'Italia. Multa da 100 euro a 1.
000
SOSTA NEI PARCHI - A Novara, vietato sostare in più di due persone nei parchi pubblici dopo le 23.30.
Multa da 25 euro a 500
FUMO - Non si può fumare nei parchi giochi pubblici attrezzati per i bambini a Verona. Multa 50 euro. Divieto assoluto a Napoli e Bolzano. Multa da 25 euro a 500. Sigaretta bandita in in spiaggia a Is Aruttas (Oristano).
Multa fino a 360 euro
EFFUSIONI AMOROSE - Anche un bacio è vietato nelle automobili a Eboli (Sa).
Multa fino a 500 euro
PIERCING - A Bologna è vietato farsi un piercing «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse».
La multa non è ancora stata decisa
RISCIO' - A Mintumo, Latina, non si possono usare i risciò a pedali sul lungomare nei fine settimana di luglio e in tutto il mese di agosto.
Multa 500 euro
PROSTITUZIONE - Divieto di praticare l'attività su tutti il territorio comunale.
Multe salate anche per i clienti
BIBITE E ALCOLICI - In alcune località sono vietate le bibite di vetro. Multa fino a 500 euro. Nel centro storico di Genova il divieto riguarda gli alcolici sia in bottiglia che in lattina . Multa fino a 360 euro.
SOSTA - A Capri è vietato sedersi sulle scalette della famosa piazzetta. Multa 50 euro. A Genova non si può bivaccare nei vicoli del centro storico dalle 22 alle 6. Multa fino a 250 euro. A Voghera, nel pavese, non si può sostare sulle panchine e nei parchi pubblici, dopo le 23. A Viareggio, invece, è vietato appoggiare i piedi sulle panchine pubbliche in qualsiasi ora del giorno.
Multa da 25 euro a 500 euro
FUNGHI E FRUTTI DI BOSCO - Vietato calpestare e danneggiare i funghi sui terreni pubblici dell'Alto Adige. SI rischia di pagare fino a 113 euro. Sul Monte Gran Paradiso è vietato raccogliere fragole, lamponi e mirtilli. Multa da 25 euro a 1.
000
MUSICA - Sulla spiaggia, dalle 13 alle 16, bisogna tenere il volume basso della radio. La multa arriva fino a 1.
000 euro
CARTELLI DIVIETI - Divieto di danneggiare o rubare i cartelli che recano messaggi di divieto.
Multa da 77 euro a 428
AUTO E MOTO - Divieto di sosta sia per la auto che le moto nei pressi della spiaggia demaniale. Multa fino a 1.032 euro. In Emilia Romagna è vietato accedere con mezzi a motore nelle aree boschive. Multa salata: da 2.000 euro a 10.
000
VOLANTINAGGIO - È vietato fare volantinaggio in spiaggia.
Multa fino a 250 euro
BURQA - A Azzano Decimo (Pn), vietato alle donne musulmane girare per le vie del paese con indosso il tradizionale burqa
REDDITO MINIMO - Per richiedere la residenza a Cittadella (Padova), bisogna avere un reddito minimo di sopravvivenza di 5000 euro
LAVAVETRI - Divieto di intralciare in qualsiasi modo il traffico. Una misura per impedire che i lavavetri sulle strade.
Multa 206 euro
ALIMENTI - Vietato vendere cibi crudi, nel periodo compreso tra il primo giugno e il 30 settembre, in Emilia Romagna.
Multa fino a 206 euro
Blog di XXX
APPELLO URGENTE
DIFFONDETE QUESTO VIDEO!
Se avete difficoltà nel visualizzare il video, ecco il link:
Mediaset vs Youtube: Cosa Fare
come avete visto l'iniziativa è stata diffusa dai giornali e da altri blog. ne ho parlato un po' in giro sempre di più mi sembra un'idea praticabile. fino al 20 /25 agosto me ne sto a scrivere in isolamento purtroppo senza internet. ho letto una metà dei vostri commenti. ringrazio tutti quelli che hanno aderito. spero di ricevere presto filmati che documentino le iniziative di esercizio della libertà.
sul corriere della sera mi chiamano di nuovo show girl e la carfagna la chiamano di nuovo ministra. definiscono la barzelletta ricevuta via sms come battuta sopra le righe quando semmai era sotto la cintola. non basta cambiare i nomi delle cose. puoi chiamare un maiale comodino ma non è che per questo io la sera ci appoggio il libro.
sono contenta dell'entusiasmo degli entusiasti. i perplessi fanno bene a perplimersi ma io ora faccio questo. se quest'idea prendesse piede potrebbe davvero diventare una rivoluzione tra le più divertenti che siano mai state fatte. c'è uno che si firma col mio nome la mia firma originale è questa che vedete qui sotto.
mi sto divertendo a scrivere lo spettacolo, sarà abbastanza diverso dagli altri. mi saprete dire
Blog Sabina Guzzanti
Dante De Angelis, ferroviere, è stato licenziato per aver espresso la sua opinione sugli incidenti ai treni Eurostar. Due si sono spezzati in pochi giorni, il 14 e il 22 luglio, a Milano. Per mancanza di manutenzione e per usura secondo De Angelis, per errore di manovra da parte del personale secondo Trenitalia.
Dante è un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Era già stato licenziato nel 2006 per ver sottolineato l’insicurezza dei treni e reintegrato dopo sette mesi passati senza stipendio. Il giorno di Ferragosto è stato allontanato dal posto di lavoro, senza aver ricevuto neppure una lettera di licenziamento. Un trattamento che non si riserva neppure ai cani rabbiosi. Giancarlo Cimoli e Elio Catania che hanno contribuito all’attuale situazione delle Ferrovie dello Stato sono stati allontanati con milioni di euro di buonuscita (Perché cari politici? Perché?). Dante con un calcio nel culo.
La rivista storica dei macchinisti “Ancora In Marcia!” ha scritto: ''Il licenziamento di De Angelis assume i contorni di una sorta di rivalsa da parte dei massimi dirigenti FS sottoposti a procedimenti penali proprio a seguito delle denunce dei RLS”. La Segreteria Generale del SAP, il Sindacato Autonomo di Polizia, con numerosi iscritti tra gli agenti della Polizia Ferroviaria è dello stesso parere: “Anche a nome degli oltre 5.000 operatori della Polizia Ferroviaria che ogni giorno sono in servizio sui treni e nelle stazioni per garantire la sicurezza ai cittadini che viaggiano, esprimiamo solidarietà piena al macchinista e RLS Dante De Angelis che ha denunciato i problemi legati alla rottura degli Eurostar e alla manutenzione. I problemi legati alla sicurezza dei convogli e alla manutenzione sono noti anche agli operatori della Polizia di Stato che i treni li frequentano per servizio e del resto alcune inchieste, portate avanti da autorevoli giornali, confermano che problemi esistono. Anche la magistratura, a quel che ci risulta, sta indagando su alcuni recenti incidenti".
Intanto, mentre Dante viene licenziato, un altro treno, il terzo in un mese si è spezzato in due. Un merci in una galleria vicino a Salerno. Quindici rappresentanti RLS hanno denunciato il fatto. Si aspetta anche il loro licenziamento da parte dell’ex sindacalista burro e cacao Mauro Moretti, oggi amministratore delegato di FS.
De Angelis non può essere licenziato per aver messo in dubbio la sicurezza degli Eurostar, fa il suo mestiere. Il blog sosterrà il reintegro immediato di Dante in Trenitalia, i passeggeri hanno bisogno di gente come lui, che pensa alla loro incolumità e non alla poltrona. Il blog, inoltre, si occuperà dei treni ad alta velocità e dei procedimenti penali contro i vertici delle Fs.
“Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva…”
Allegato: Contestazione disciplinare a Dante De Angelis e la sua risposta a Trenitalia

Riporto una testimonianza dal libro "Morti Bianche" di Samanta Di Persio disponibile sul blog a prezzo libero.
"Quando ho perso il mio papà avevo 20 anni, mio fratello più piccolo 17 e il maggiore 23. Non si è mai pronti alla scomparsa di un genitore, specie quando si è giovani e soprattutto quando la persona cara viene a mancare in modo violento. Domenico Bonan, mio padre, è morto dopo nove mesi dalla scoperta di un tumore ai polmoni. A ottobre del 1999, a seguito di una tosse che gli toglieva il respiro, siamo andati da un medico pensando fosse una banale bronchite, ma scoprimmo la tragica notizia del cancro. Gli furono diagnosticati tre mesi di vita, ma se avesse accettato di fare la chemioterapia il dolore sarebbe stato meno acuto e avrebbe vissuto un po’ più a lungo. La posizione del cancro fra i due polmoni non permetteva un intervento chirurgico. Riuscirono a tenerlo in vita altri sei mesi. A luglio del 2000 ci lasciò, all’età di 56 anni. Dalla scoperta del cancro fulminante al decesso, tra i miei genitori e noi figli non ci sono stati particolari confronti su ciò che si stava vivendo. Bastavano gli sguardi. Questo era frutto anche del nostro carattere alquanto schivo e riservato, ma soprattutto per non aggravare lo stato di “serenità” familiare. Eravamo consapevoli di quanto ci stava succedendo e altresì che stavamo facendo tutto quello che si potesse fare. Non nascondo, eravamo speranzosi che si trattasse solo di un incubo.
Mio padre ha lavorato quasi trent’anni presso la Tricom, nel reparto di cromatura. Prima di lui sono deceduti altri colleghi, una ventina. Avevano cominciato tutti allo stesso modo, un po’ di tosse, sangue dal naso. Ma mio padre pensava di salvarsi in tempo. Non faceva altro che ripetere: “Non vedo l’ora di andare in pensione!”. Era convinto che andando via da quel posto sarebbe stato salvo. Però le cose sono andate diversamente. Mio padre amava il lavoro, trovava sempre qualcosa da fare. Se potessi rimproverargli qualcosa vorrei dirgli che avrebbe dovuto trascorrere più tempo con noi figli.
Dal giorno in cui è morto, ho preso la decisione di capire cosa c’era dentro quella fabbrica. C’erano troppi segnali che inducevano a pensare “Qualcosa non va”. Anche per il paese in cui vivo, la morte di mio padre per cancro era scontata: lavorava alla Tricom! Ho iniziato a raccogliere testimonianze di colleghi operai, a chiedere analisi ed è iniziata una causa dove la mia famiglia si è costituita parte civile. Ho fatto diversi sopralluoghi. Mi sono reso conto che i reparti non erano separati fra loro: un unico stanzone dove c’era il reparto di imballaggio, di cromatura, di verniciatura, di pulitura ecc. Chiunque poteva ammalarsi, nessuno utilizzava guanti, mascherine, non c’erano sistemi di protezione. I dirigenti non fornivano niente di tutto ciò, così come non fu mai detto a quali rischi effettivi si poteva andare in contro. Perfino l’impianto di depurazione non era funzionante, o meglio lo era solo in caso di controlli. Sì, perché nell’impianto era impiegato il sindaco che ha governato per 25 anni, a qualche giorno dai controlli si cercava di nascondere la polvere sotto il tappeto. Dalle testimonianze trovate, è emerso che in prossimità dalle ispezioni, agli operai venivano fornite delle mascherine per proteggesi dalle polveri (ma non idonee a ridurre l’esposizione a sostanze chimiche), si riduceva la temperatura delle vasche affinché non uscissero i fumi, si azionavano i pochi aspiratori presenti e si spalancavano tutti i portoni per creare flusso d’aria. Ma oggi anche il sindaco è indagato per i reati di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose gravi, omissioni di difese e cautele contro disastri ambientali e infortuni sul lavoro. Dalle analisi chimiche, oltre al cromo esavalente e al nichel sono stati trovati ben sette tipi di cianuro, piombo, soda e composti, acido solforico, ecc. Quando vidi le condizioni in cui lavoravano degli uomini per poter far mangiare loro famiglia, rimasi attonito. Dalle vasche, dove avveniva la cromatura, saliva su una nebbia persistente, alla quale gli operai erano sottoposti per tutta la durata della loro mansione. Alcuni accusavano: bruciori agli occhi con lacrimazione, bruciori allo stomaco, alla gola. I pannelli che erano posti sopra le vasche per essere azionati imponevano di sporgersi sul bordo delle vasche, vasche corrose, che si sgretolavano al tatto, ribadisco senza nessun tipo di protezione che potesse evitare schizzi o fuoriuscite di liquido. Alcuni testimoni hanno raccontato che quando un oggetto rimaneva dentro la vasca, gli operai dovevano salire sopra il bordo e con delle pinze prelevavano l’oggetto. Questa operazione doveva essere compiuta tempestivamente per non bloccare il ciclo produttivo. Ci sono stati lavoratori che sono addirittura caduti nella vasca, ricordo che mio padre mi raccontò di quando successe a lui, dovette tornare a casa a lavarsi e cambiarsi.
L’intera area lavorativa era un bagno di cromo esavalente, l’operaio camminava in una fanghiglia, il pavimento in cemento era stato corroso ed i veleni sono filtrati nel terreno inquinando perfino le falde acquifere. Tutti i familiari degli ex operai ricordano i forti odori nauseanti con i quali tornavano a casa.
Altro elemento inquietante emerso, riguarda lo smaltimento del liquido verdastro prodotto. Invece di essere sottoposto a regolare depurazione, in gran parte veniva disseminato attraverso autobotti nei terreni del comprensorio. Operazioni condotte probabilmente di notte, visto che alcuni operai hanno raccontato di vasche piene di sera e vuote al mattino. Si era pensato ad uno scarico in una roggia adiacente all’industria, risultata altamente inquinata, ma in realtà le uniche tubazioni a portare liquidi in quella roggia, erano quelle dell’acqua piovana: la pioggia che scivolava dal tetto si impregnava, vista l’assenza di aspiratori, di tutte le sostanze. Purtroppo queste cose sono emerse solo dopo la morte di un numero consistente di operai e di un inquinamento alle falde acquifere da cromo esavalente. Risultavano esserci state delle ispezioni da parte della USL, ogni volta nei verbali segnalavano carenze, ma la copertura politica ha permesso di ovviare. Tutti sapevano ma nessuno parlava. Basta pensare che l’agibilità alla ditta è stata notificata solo nel 1983, mentre era attiva già a partire dal 1975. Ricordi di paese parlano di bambini che andavano a giocare nei campi e tornavano a casa con le gambe macchiate di verde. Un infermiere che tentò di denunciare questa cosa ricevette intimidazioni per non parlare.
Oggi la mia famiglia, insieme a poche altre, porta avanti questa battaglia per veder riconosciuto il danno fatto ai nostri cari. Purtroppo non riceviamo molta solidarietà, né dall’opinione pubblica, né dai giudici che vogliono archiviare il caso. Se tutte le famiglie coinvolte facessero la loro parte, penso non ci sarebbero problemi a chiedere un’imputazione per strage; ma credo non se la sentono per due fattori. Il primo perché c’è sfiducia nelle istituzioni ed il secondo perché c’è troppa indifferenza condita di paura. Ed intanto chi dovrebbe essere altrove a pagare per i danni cagionati a vittime innocenti, cammina indisturbato a testa alta."
Samanta Di Persio dal libro "Morti Bianche".


Il ministro delle Riforme, sottolineando che i comuni "hanno bisogno di trovare altri modi per fare i soldi", rivendica la necessità di "fare l'autonomia finanziaria" perché "attualmente il sistema è centralizzato", mentre "ogni ente deve essere responsabile di quello che spende, tenendo conto dei soldi che ha e non di quelli che non ha".
Un'idea, quella leghista, che Roberto Calderoli porterà al tavolo del federalismo fiscale. ''Non sarà una semplice reintroduzione dell'Ici - assicura il ministro per la Semplificazione normativa - ma prevederà la soppressione delle oltre dieci tasse relative alla casa (Stato, Regione, Comune) e la loro sostituzione con un tributo unico, proprio a vantaggio dei comuni".
Il problema ora è come conciliare la richiesta del Carroccio con le posizioni del governo e della maggioranza che si presenta a più voci. ''La casa è un bene primario da tenere detassato'' si affretta a replicare al leader leghista Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali e commissario di Forza Italia a Roma. "Piuttosto che la reintroduzione secca dell'Ici'', dice Giro, meglio ''una partecipazione del comune al gettito del'Iva prodotta sul territorio''.
Mentre per Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl, "si può ragionevolmente ipotizzare la facoltà, per i comuni che abbiano particolari esigenze di bilancio, di imporre una tassa sugli immobili. Ma questa deve essere decisa in piena autonomia dai sindaci e non essere imposta d'autorità dal governo centrale''. Napoli trova inoltre ''saggio pensare, come fa Calderoli, a un tributo unico sulla casa per finanziare i servizi sociali''.
Suonano invece come un avvertimento al Senatur le parole di Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. ''Non possiamo dimenticare che, vista la situazione economica internazionale e del debito pubblico, nell'immediato la detassazione degli straordinari e l'abolizione dell'Ici sulla prima casa sono gli interventi che il governo ha potuto fare nei confronti della pressione fiscale. Solo quando sarà decollato in tutti i suoi aspetti il federalismo fiscale - mette in chiaro - che dovrà comprendere una compensazione tra regioni forti e quelle deboli, si potrà riesaminare la questione dell'Ici''.
La tassa ''è stata stata sepolta e nessuno la resusciterà - è il commento lapidario di Tommaso Foti, dell'esecutivo di Alleanza nazionale e deputato Pdl - Il governo Berlusconi aveva promesso di abolirla nella sua prima riunione e così è stato''. ''Le sue parole sono Vangelo - rincara Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl - Quella è la linea e non c'è spazio per nessun'altra tesi in Parlamento''.
Tagliano corto Gianfranco Rotondi e Francesco Storace. ''La proposta di Bossi non ha ragion d'essere'' commenta il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie. "Per fortuna che Bossi fa solo chiacchiere'' dice da parte sua il segretario nazionale de 'La Destra'.
Fatto è però che la proposta del Carroccio dà il 'la' all'opposizione per accusare esecutivo e maggioranza di scarsa coesione. ''Nel governo regna la confusione - sottolinea Enrico Morando, coordinatore del governo ombra del Pd - Da un lato, col documento di programmazione economica, l'esecutivo Berlusconi programma un aumento della pressione fiscale costante nei prossimi cinque anni, dall'altro rivendica come grande conquista l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Ma poi Bossi e una parte consistente della maggioranza annunciano l'intenzione di reintrodurre l'Ici. Mi sembra che il governo stia andando avanti a tentoni, tutto il contrario di quella coerenza di cui fa gran vanto Tremonti".
"La proposta di Bossi di reintrodurre l'Ici dimostra che il governo è in un forte stato confusionale ed ha un atteggiamento schizofrenico - rileva anche il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi - Il leader del Carroccio smaschera i trucchi del governo che per propaganda abolisce l'Ici, ma di fatto riduce i servizi essenziali per i cittadini''. ''Questo dietrofront di Bossi - rimarca Donadi - dimostra che il governo pensa più a illudere i cittadini che a risolvere i problemi del Paese''.
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....liquideranno tutto con il solito "scherzo" del simpatico Umberto, ma Bossi paradossalmente è l'unico di questo governo ha far da specchio ai mali della malsana unione destroide del paese.
L'unico che dica le vere intenzioni del governo di centro destra.
L'unico che metta a fuoco la grettezza e l'ignoranza di questo governaccio impostopci da pochi simpatizzanti e tanti indecisi facili al mercinomio del voto..
Anche se stavolta lui ha ragione. L'ICI non è una tassa qualunque (..e non lo sa solo Bossi, altrimenti alcune amministrazioni di centro destra non metterebbero tasse e multe su le cose più assurde del mondo!), ma una tassa che rende indipendenza e forza ai comuni e toglierla (..ma tanto ve la rimettono) non significa dimagrire di un peso economico l'italiano, ma gravarlo con un plus ultra di tasse non siano l'ICI..(..vedi multe antibivacco, vedi lo scandalo delle multe al nord e a Roma..)
P.S. ...Ferragosto era popolato di napoletani ( 3 italiani su 5 quest'anno partivano per un paio di giorni o per nulla..meno dell'anno scorso! ), gli aumenti ci sono e sono visibili, continuano scippi ed omicidi, si esce ancora per indulto, la spazzatura c'è e si sente a Napoli come un pò in tutta Italia, c'è ancora conflitto con la parte cattolica del paese (fatta eccezione del Vaticano che fa potere politico di coalizione con questo governo), si muore ancora sul posto di lavoro, gli sbarchi sono raddoppiati, aumentata l'intolleranza verso stranieri, simpatizzanti politici di parte avversa e gay, l'Alitalia è ancora in bilico e se la comprano gli italiani si rischiano più di 5000 mila licenziamenti, adesso ci rimettono L'ICI... in cosa vi stupisce 'sto governo?...

La raccolta delle firme per un Parlamento Pulito è stata ignorata. Il V2 day per una libera informazione in un libero Stato è stato oscurato. Per il regime di Forza-DS non è mai avvenuto. I politici italiani sono meglio di quelli dell’ex-URSS. I fatti esistono SOLO se i loro media li raccontano. Qualche milione di persone è sceso in piazza in meno di un anno. Ha chiesto un futuro e ha avuto una pernacchia. Ha chiesto persone oneste in Parlamento e ha ottenuto il lodo Alfano. Ha chiesto sicurezza sul lavoro e ha i Carabinieri di La Russa nei cantieri. Una parte di italiani, quelli più informati e i più giovani. I precari, gli universitari, i disoccupati che chiedevano un cambiamento hanno avuto in cambio un vaffanculo. Insieme a disprezzo, scherno, rifiuto del confronto. Questa classe politica va rimossa in blocco. Con questi si finisce dritti in Argentina. Il debito pubblico sta esplodendo, gli alimentari sono rincarati fino al 30%. Decine di migliaia di case sono pignorate perché le famiglie non riescono più a pagare il mutuo. I corrotti sono in Parlamento insieme ai corruttori. Corrotto è anche chi non denuncia, chi tira a campare. Corrotti sono tutti i parlamentari che hanno approvato l’impunità per le alte cariche. Sono marci dentro. L’economia sta bussando alla porta, quando l’aprirà troverà gli italiani in mutande e i responsabili all’estero. La Sanità è la nuova Tangentopoli. I politici vanno dove li portano i soldi. E i soldi li hanno le Regioni. Chi li gestisce sono i presidenti di destra e di sinistra. Fanno muro per evitare una Sanitopoli di dimensioni gigantesche. I giudici abruzzesi che hanno osato toccare Del Turco faranno la fine di De Magistris e della Forleo. Che fare? Il tempo dei referendum e delle leggi popolari è finito. Loro usano le firme per pulirsi il culo. E’ avvenuto anche per la nuova legge elettorale. Napolitano, ex DS, ha indetto le elezioni quando avrebbe dovuto tenere il referendum. La priorità l’ha dettata Veltrusconi, non un milione di cittadini. Non chiederò più niente a questa classe politica. Per cambiare è necessario che venga sostituita dai cittadini. Da settembre sosterrò le liste civiche per le amministrative del 2009. Lancerò una campagna di informazione all’estero sulla dittatura presente nel nostro Paese. Chiederò a chi segue il blog di partecipare a una serie di azioni immediate per cambiare la nostra realtà. Informazione, sanità, alimentari, mobilità, lavoro. Un’azione ogni mese per colpirli nel portafoglio e riprenderci il nostro Paese. Loro non molleranno mai, noi neppure.
Ps. Mi segnalano un'iniziativa di raccolta fondi promossa dal blog di Stefano Montanari. Voglio informarvi che io non ho NULLA A CHE FARE con l'associazione "I Grilli ONLUS", destinataria dei contributi.

Parigi, 13 ago. - (Adnkronos/Ign) - "Pechino non sta rispettando la tregua olimpica". Lo ha detto il Dalai Lama nel corso di una riunione a porte chiuse, cui hanno preso parte una trentina di deputati francesi dei gruppi parlamentari per il Tibet.
A riferirlo il senatore socialista Robert Badinter al termine della riunione con il capo spirituale buddista "La sua risposta è stata chiara: no. – ha detto - Mentre si tengono i giochi olimpici, l'oppressione e la repressione del popolo tibetano prosegue".“Ci ha informati di una repressione terribile che non cessa malgrado la tregua olimpica", conferma il senatore Jean-Louis Blanco.
"Dallo scorso 10 marzo - prosegue Blanco - ci sono stati degli arresti, delle esecuzioni e un imponente rafforzamento della presenza militare cinese, con la costruzione di nuove caserme".Il Dalai Lama nel corso dell’audizione tenutasi nella sala del Senato francese ha evocato anche il pericolo di una "colonizzazione accelerata", parlando di circa un milione di cinesi che si apprestano a stabilirsi in territorio tibetano allo scopo di "annacquare" la popolazione locale."Il governo cinese nega i problemi del Tibet e non si degna di ascoltare le richieste del popolo tibetano", ha affermato il leader religioso nel corso di una conferenza stampa, tenuta a Parigi, al termine dell'incontro in Senato.
In merito alle trattative avviate già nel 2002 nel quadro dei negoziati ufficiali ha detto, ribadendo la sua disponibilità, che una decisione in merito al proseguimento dei colloqui verrà presa in occasione della riunione annuale del parlamento tibetano in esilio che si terrà a settembre.Già lo scorso mese due emissari del Dalai Lama hanno incontrato a Parigi alcuni rappresentanti del governo cinese. In quanto all’incontro con il premier francese Nicolas Sarkozy, è escluso un faccia a faccia durante le Olimpiadi di Pechino. Secondo quanto annunciato ieri da Roger Karoutchi, sottosegretario incaricato dei rapporti con il Parlamento – l'incontro si terrà, ma il prossimo 10 dicembre a Parigi, nell'ambito di un meeting con i premi Nobel per la Pace che si terrà il 10 dicembre prossimo. Sarà invece la premiere dame Carla Bruni a vedere il leader tibetano in occasione del l'inaugurazione di un tempio buddista a Roqueredonde, vicino Montpellier, nel Dipartimento dell'Herault.
...cambiano le vesti ma l'atteggiamento è simile: lui occupa una posizione vantaggiosa, avvantagiata e di superiorità e incita il popolo ad agire per sua volontà in nome di falsi miti e della democrazia, però non si è messo mai una volta in mezzo ai tibetani che hanno preso suon di bastonate per ogni loro manifestazione..insomma è un Papa-Lama!


ROMA (Reuters) - La Santa Sede ha preso le distanze dalle critiche che il settimanale Famiglia Cristiana ha rivolto al governo di centrodestra, adombrando il sospetto che in Italia possa tornare il fascismo sotto altre spoglie.
"Il settimanale 'Famiglia Cristiana' è una testata importante della realtà cattolica. Ma non ha titolo per esprimere né la linea della Santa Sede, né quella della Conferenza episcopale italiana", ha detto padre Lombardi, direttore della sala stampa vaticana.
Il popolare settimanale delle Edizioni Paoline ha scritto in un editoriale di augurarsi che "non si riveli vero il sospetto di Esprit (rivista cattolica francese, ndr) che da noi stia rinascendo, sotto altre forme, il fascismo".
E' questo l'ultimo affondo in ordine di tempo di Famiglia Cristiana contro il governo di centrodestra, affidato all'editorialista di punta Beppe del Colle.
Il settimanale aveva già pesantemente criticato l'esecutivo di Silvio Berlusconi per le misure sulla sicurezza, in particolare la decisione di prendere le impronte digitali anche ai bambini rom e il dispiegamento di militari nelle città.
"Le sue posizioni sono esclusivamente responsabilità della sua direzione", avverte oggi padre Lombardi.
Ma la linea dell'esecutivo su immigrazione e sicurezza non è piaciuta neppure all'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, secondo il quale inviare i militari a pattugliare le strade "serve solo ad aumentare il senso di smarrimento e la paura", come ha detto in una recente intervista ad un quotidiano.
Berlusconi aveva assicurato nel giorno del suo incontro con Benedetto XVI in Vaticano il 6 giugno che l'attività del suo governo "non può che compiacere il Papa e la sua Chiesa".
Alle critiche di Famiglia Cristiana ha risposto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, il quale ha bollato il settimanale di "cattocomunismo".
...strano che il menestrello Giovanardi non sia d'accordo con la linea giornalistica del settimanale cattolico, "Famiglia Cristiana" e non lo dico solo perchè lui si è sempre dichiarato prondamente cristiano (..ma molto profondamente a quanto pare...) e cattolico, ma perchè quand'era all'opposizione elogiava gli scritti dello stesso giornale allertando i cattolici di sinistra a passare a destra...
Lo stesso vale per gli altri sguatteri berlusconiani. Per i loro comodi erano importanti le ingiuste/ingiustificate improperie ai danni di una gran fetta di società italiana e scritte del suddetto giornale, adesso che nell'occhio del ciclone ci passano loro, ecco volare i "cattocomunisti" e cavolate varie..
Addirittura la destra vuole querelare Don Ciortino, cosa che se l'avesse fatta la sinistra si sarebbe parlato di stalinismo esasperato e privazione di libertà ai danni della chiesa..
C'è da dire inoltre che il Vaticano si è per la prima volta estraniato dal verbo del giornale che gli ha fatto da scudo appena una legislazione fa, ma che adesso è tenuta a debita distanza dimostrandoci con i fatti che Ratzinger e il Vaticano, non credono in un Dio, ma un Dio politicizzato e di destra...(..e con un Dio destroide è più facile far credere ai fedeli che l'intolleranza è cosa giusta e che Gesù in effetti era stato messo in croce dal Padre, perchè troppo social-comunista)
P.S. per i cattolici che hanno svoltato a destra per qualche DiCO (tra l'altro MAI avuto)...meglio questo lordume fasci-nazista che ha dimostrato di lottare ad oltranza senza fermarsi di fronte a niente e nessuno?..contenti voi, però non parlatemi d'amore cristiano per favore!
La Georgia ha bombardato l’Ossezia del Sud. Un piccolo Stato, una media provincia italiana. La stima è di 1300 morti. Quasi tutti civili. La Russia ha quindi invaso l’Ossezia con i suoi carri armati e bombardato Tbilisi, la capitale della Georgia. Nel frattempo Putin e Bush si scambiano convenevoli alle Olimpiadi dell’Ipocrisia e l’Unione Europea tace. E’ un’altra guerra che si combatte per l’energia. Dal Kazakistan petrolio e gas potrebbero arrivare in Europa senza passare in territorio russo. La Georgia è armata da Israele e dagli Stati Uniti. Il suo presidente si fa riprendere tra la bandiera nazionale e quella dell’Unione Europea, di cui la Georgia vuol entrare a far parte.
L’Ossezia è un episodio della guerra mondiale per il petrolio iniziata con la prima invasione dell’Iraq nel 1991. Saddam attaccò il Kuwait e Bush padre intervenne. Non per liberarlo, ma per impedire a Saddam di controllare i flussi di petrolio del Golfo Persico. Bush figlio terminò il lavoro con la panzana delle armi di sterminio di massa. Pensate che agli americani interessi il destino degli abitanti del Kuwait o dell’Iraq, quando gli Stati Uniti non hanno mosso un dito per i genocidi del Ruanda e del Darfur?
La Cina compra petrolio dall’Iran, probabilmente lo arma. L'Iran vuole imporre il petrol-euro al posto del petrol-dollaro. Israele minaccia di bombardare l’Iran per la sua politica di sviluppo nucleare. La Cecenia è strategica per gli oleodotti russi. Questo è il motivo dei massacri ceceni e della guerra permanente. Il mondo è diviso in zone d’influenza del petrolio. Dove ci sono pozzi di petrolio c’è una guerra o un’occupazione militare (quasi sempre). Dove è strategico il passaggio di petrolio c’è un conflitto armato (quasi sempre). I G8+1 (la Cina) e -1 (l’Italia) si riuniscono periodicamente per concordare le zone di influenza energetica. Tra loro la guerra non può scoppiare. Fanno massacrare i loro sudditi in guerre minori. Avamposti mascherati che comprano (anche) le loro armi. Business doppio: armi e petrolio.
Beati i popoli senza pozzi di petrolio perché erediteranno la pace.

Ma Enzo Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari della polizia di Stato dice: "A Parma la polizia municipale in questo tipo di operazione non ha coinvolto la Questura, perché le extracomunitarie devono essere accompagnate negli uffici della polizia di Stato in cui vi sono le attrezzature e gli archivi che permettono di identificare un soggetto che può stare legalmente in Italia, oppure no. I vigili urbani, forse - aggiunge Letizia - volevano fare un fermo di identificazione, ma non hanno gli strumenti tipici della polizia scientifica per farlo, perché non hanno gli strumenti. Manca ai vigili urbani quella professionalità e sensibilità tipica delle forze dell'ordine. Il poliziotto quando ha davanti una prostituta sa benissimo che ha di fronte una vittima e come tale procede. Non vorrei che è stata fatta una scelta culturale che li ha portati a pensare che di fronte si solo una prostituta. Non vorrei che fosse successo questo''. (La Repubblica 12 agosto 2008)